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giovedì 3 febbraio 2011
Ue riconosce il genocidio dei Rom avvenuto nella seconda guerra mondiale
Secondo il presidente del Parlamento europeo, i Rom sono stati la terza categoria più perseguitata nel corso del conflitto - L'Ue ha riconosciuto, durante la sessione plenaria del Parlamento a Bruxelles, il genocidio dei Rom avvenuto nel corso del secondo conflitto mondiale. Come spiegato dal polacco Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, "i Rom sono la minoranza etnica più numerosa all'interno dell'Unione europea", sottolineando che nel corso della seconda guerra mondiale "sono stati perseguitati come gli ebrei". Terza categoria più colpita dalle violente discriminazioni dei regimi fascisti e nazisti, sono stati "circa 220.000 i Rom sterminati per ragioni razziali", ha concluso la presidente ungherese dell'Unione, aggiungendo che "oggi, se fossero sopravvissuti, sarebbero cittadini europei".
mercoledì 2 febbraio 2011
Auto di rom in fuga travolse famiglia, preso terzo complice
02/02/2011 - E' stato catturato un altro complice del gruppo Rom che il 21 ottobre scorso, a bordo di una Jaguar in fuga dalla polizia, travolse un'auto con a bordo una famiglia. Per le ferite riportate in quell'incidente un bimbo rischia la paralisi.
Preso. E' finita la fuga del terzo nomade che il 21 ottobre dello scorso anno a bordo di una Jaguar travolse l'auto di una famiglia, provocando il grave ferimento di un bimbo di 9 anni che adesso rischia di rimanere per sempre sopra una sedia a rotelle. La vettura, con a bordo cinque nomadi, era in fuga dalla polizia che la stava inseguendo per le vie del centro di Sesto Fiorentino. Dei cinque occupanti due, tra i quali il conducente, vennero catturati immediatamente, subito dopo il tragico incidente, mentre gli altri riuscirono a scappare, nascondendosi all'estero. I cinque componenti del gruppo sono stati comunque tutti identificati tra novembre e dicembre scorso grazie alle indagini della squadra mobile. Dagli accertamenti sarebbe emerso che i cinque, che abitavano nei campi rom della Lombardia, sarebbero stati 'in trasferta' in Toscana per commettere furti in ville e appartamenti.Sul fronte giudiziario, proprio nei giorni scorsi il Tribunale del riesame ha rivisto le misure a carico dei primi due arrestati, accusati di lesioni gravissime volontarie e resistenza a pubblico ufficiale: per il conducente sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per l'altro arrestato obbligo di firma tre volte alla settimana. Contro la decisione del tribunale del riesame la procura ha annunciato ricorso in Cassazione. La procura ha fatto un appello affinche'' le persone che hanno assistito all'inseguimento del 21 ottobre scorso, si presentino al commissariato di Sesto per dare informazioni.
Preso. E' finita la fuga del terzo nomade che il 21 ottobre dello scorso anno a bordo di una Jaguar travolse l'auto di una famiglia, provocando il grave ferimento di un bimbo di 9 anni che adesso rischia di rimanere per sempre sopra una sedia a rotelle. La vettura, con a bordo cinque nomadi, era in fuga dalla polizia che la stava inseguendo per le vie del centro di Sesto Fiorentino. Dei cinque occupanti due, tra i quali il conducente, vennero catturati immediatamente, subito dopo il tragico incidente, mentre gli altri riuscirono a scappare, nascondendosi all'estero. I cinque componenti del gruppo sono stati comunque tutti identificati tra novembre e dicembre scorso grazie alle indagini della squadra mobile. Dagli accertamenti sarebbe emerso che i cinque, che abitavano nei campi rom della Lombardia, sarebbero stati 'in trasferta' in Toscana per commettere furti in ville e appartamenti.Sul fronte giudiziario, proprio nei giorni scorsi il Tribunale del riesame ha rivisto le misure a carico dei primi due arrestati, accusati di lesioni gravissime volontarie e resistenza a pubblico ufficiale: per il conducente sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre per l'altro arrestato obbligo di firma tre volte alla settimana. Contro la decisione del tribunale del riesame la procura ha annunciato ricorso in Cassazione. La procura ha fatto un appello affinche'' le persone che hanno assistito all'inseguimento del 21 ottobre scorso, si presentino al commissariato di Sesto per dare informazioni.
condannato a 20 anni il padre rom bosniaco
Processo rom costretta a rubare e drogarsi, chiesti 20 anni per il padre
Sono state formulate le richieste di condanna per i 10 rom di origine bosniaca che, fino all’aprile 2009, hanno sottoposto a vari generi di sevizie una giovane rom appartenente allo stesso clan familiare.
Sono state formulate le richieste di condanna per i 10 rom di origine bosniaca che, fino all’aprile 2009, hanno sottoposto a vari generi di sevizie una giovane rom appartenente allo stesso clan familiare.
Il PM Claudio Gittardi ha contestato a vario titolo, ai parenti della ragazza, i reati di:
- concorso in riduzione in schiavitù,
- violenza sessuale aggravata,
- induzione al consumo di sostanze stupefacenti.
Le condanne richieste vanno dagli 8 ai 20 anni di reclusione; la giovane, costituitasi parte civile insieme alla sorella maggiore, era riuscita a denunciare la situazione, compiendo una scelta di grandissimo coraggio, con l’aiuto del fidanzato italiano.
La pena più alta è stata invocata per il padre della 19enne, Remzija Huseinovich, che risponde di tutti i reati attribuitigli.
Il PM ha invece chiesto l’assoluzione per due imputati minori accusati di aver costretto la denunciante a sniffare cocaina quando ancora era minorenne.
Malvivente ucciso da polizia prima della rapina, la banda si consegna
Modena - Il tutto è successo troppo presto, prima ancora che i malviventi entrassero in azione. Una pattuglia della Polizia viene avvertita di una presunta intenzione di furto, si presenta sul posto e da una prima colluttazione a fuoco un agente spara e colpisce a morte un degli 8 rapinatori che di lì a poco sarebbero entrati in azione ai danni di una gioielleria a Portile, un rione di Modena. Gli altri sette malviventi si sono consegnati gettando le armi. (ro.la)
source: ITALIAH24.IT
ARRESTATI DUE ROMANI PER RAPINE IN BANCA A PESCARA
13:18 02 FEB 2011
(AGI) - Pescara, 2 feb. - Sono due romani i presunti autori di alcune rapine messe a segno nelle banche di Pescara nel 2009.
La squadra mobile del capoluogo adriatico, diretta da Pierfrancesco Muriana, ha notificato questa mattina ai due un'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Pescara. I due, rinchiusi a Rebibbia, sono Stefano Lemma, 50 anni, e Marco Eneide, 38 anni, gravemente indiziati di essere i responsabili delle rapine avvenute il 7 agosto 2009 alla filiale Caripe di via Fabrizi (bottino 53.000 euro) e il 28 agosto 2009 alla Tercas di via Fabrizi (bottino 14.000 euro). A Lemma e' contestata anche la rapina del 9 ottobre 2009 alla Caripe di via Tiburtina (bottino 18.000 euro). I due agivano a volto coperto ed armati di taglierino e il 'modus operandi' era sempre lo stesso. La polizia e' arrivata alla coppia, gia' conosciuta alle forze dell'ordine, dopo avere analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza degli istituti di credito rapinati. Si e' rivelata utile anche l'analisi dei tabulati delle utenze cellulari dei due romani, cosi' come ha consolidato il quadro indiziario la comparazione fisionomica tra le riprese video dei due indagati e le loro caratteristiche antropometriche. I due sono detenuti per altri colpi messi a segno in varie regioni d'Italia. (AGI) Pe/1Ett
(AGI) - Pescara, 2 feb. - Sono due romani i presunti autori di alcune rapine messe a segno nelle banche di Pescara nel 2009.
La squadra mobile del capoluogo adriatico, diretta da Pierfrancesco Muriana, ha notificato questa mattina ai due un'ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Pescara. I due, rinchiusi a Rebibbia, sono Stefano Lemma, 50 anni, e Marco Eneide, 38 anni, gravemente indiziati di essere i responsabili delle rapine avvenute il 7 agosto 2009 alla filiale Caripe di via Fabrizi (bottino 53.000 euro) e il 28 agosto 2009 alla Tercas di via Fabrizi (bottino 14.000 euro). A Lemma e' contestata anche la rapina del 9 ottobre 2009 alla Caripe di via Tiburtina (bottino 18.000 euro). I due agivano a volto coperto ed armati di taglierino e il 'modus operandi' era sempre lo stesso. La polizia e' arrivata alla coppia, gia' conosciuta alle forze dell'ordine, dopo avere analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza degli istituti di credito rapinati. Si e' rivelata utile anche l'analisi dei tabulati delle utenze cellulari dei due romani, cosi' come ha consolidato il quadro indiziario la comparazione fisionomica tra le riprese video dei due indagati e le loro caratteristiche antropometriche. I due sono detenuti per altri colpi messi a segno in varie regioni d'Italia. (AGI) Pe/1Ett
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